Volatilità e correlazioni: cosa sta cambiando
A fine marzo, la volatilità dell’indice S&P 500 (VIX) ha toccato un picco del 30% in risposta agli eventi geopolitici, per poi rientrare nell’ultima settimana su livelli in linea con la media annua.
Parallelamente, l’indicatore MOVE — che misura la volatilità delle obbligazioni statunitensi — ha raggiunto i 115 punti, contro una media ventennale di 85.
Le correlazioni tra azioni e obbligazioni, storicamente negative, si stanno progressivamente normalizzando verso regimi più pro-ciclici o addirittura positivi, soprattutto in presenza di shock inflazionistici e volatilità dei tassi.
I limiti del portafoglio 60/40
In questo scenario, la classica allocazione 60% azioni / 40% obbligazioni perde efficacia.
Non riesce più a ridurre la volatilità complessiva del portafoglio e lascia l’investitore maggiormente esposto agli eventi di mercato, riducendo il beneficio della diversificazione tradizionale.
Cosa sono le strategie di Overlay
Le strategie di overlay rappresentano una soluzione tecnica flessibile, in grado di rispondere a un contesto in cui la direzione dei mercati resta incerta.
Consentono di trasformare un portafoglio statico in uno strumento dinamico di gestione del rischio (risk management).
Nella pratica, si tratta di inserire uno “strato” di strumenti derivati — futures, opzioni e swap — sovrapposto al portafoglio sottostante, senza modificarne la composizione fisica.
Questo approccio permette di gestire rischio, volatilità ed esposizioni specifiche in modo mirato, mantenendo l’asset allocation core e utilizzando in modo efficiente il capitale.
Come funziona una strategia di Overlay
Una strategia di overlay può essere definita come la gestione separata di uno specifico fattore di rischio o di esposizione all’interno del portafoglio.
L’overlay exposure è generalmente rappresentata dal valore nozionale dei derivati utilizzati, e non dal valore di mercato del portafoglio sottostante.
Queste strategie sono spesso:
- Unfunded, ovvero richiedono margini limitati
- Basate su strumenti liquidi
- Utilizzate per coperture (hedging) o per modificare esposizioni indesiderate
Le principali tipologie di Overlay
Le strategie di overlay possono essere classificate in base all’obiettivo perseguito: controllo del rischio, generazione di rendimento o ottimizzazione del portafoglio.
Overlay azionaria
Ha l’obiettivo di ridurre il Beta del portafoglio a fini di copertura o aumentarlo tatticamente, mantenendo sotto controllo la volatilità e proteggendo dai drawdown.
Overlay valutaria
Consente di gestire il rischio di cambio in modo separato rispetto all’asset allocation, coprendo le esposizioni valutarie e ottimizzando i differenziali dei tassi tra divise.
Overlay sulla volatilità
Interviene direttamente sulla volatilità come asset di portafoglio, con l’obiettivo di proteggere da shock di mercato e generare rendimento attraverso il premio per il rischio.
Overlay sulla liquidità
Ottimizza l’impiego della liquidità nei portafogli poco investiti, riducendo l’impatto negativo del mantenimento di posizioni in cash.
Perché oggi sono sempre più rilevanti
In un contesto di crescente incertezza macroeconomica e di correlazioni strutturalmente più elevate tra asset class, le strategie di overlay rappresentano un’evoluzione naturale della gestione tradizionale di portafoglio.
Permettono un controllo più granulare dei principali fattori di rischio, senza compromettere l’asset allocation strategica.
Grazie all’utilizzo efficiente di strumenti derivati liquidi, l’overlay rafforza la struttura del portafoglio, migliorandone il profilo rischio/rendimento e rendendolo più adatto ad affrontare scenari complessi e non direzionali.